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Nella
leggenda e nel mito si tramanda che già prima della
guerra di Troia esisteva
Sybaris, detta poi Lupiae (antichi nomi di
Lecce), ove Malennio, figlio di Desummo e nipote di Salo,
regnava dopo aver fondato la città.
A Malennio successe il figlio Dauno che, privo di
discendenti, trasmise il regno alla sorella Euippa che andò
sposa ad Idomeneo, re dei cretesi. Sotto il regno di
Idomeneo |
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la città crebbe di importanza,
venne ampliata, sicché gli antichi considerarono questo re
come il secondo fondatore di Lecce. Questi personaggi
leggendari sono ricordati dai rilievi e dalle iscrizioni
che ancora nitide appaiono sulla settecentesca porta Rudiae.
Leggende a parte , Lecce
nell'antichità fu interessata da numerose presenze
etnico-linguistiche, che man mani si stratificarono
lasciando ognuna orma di sé.
Lecce fu città messapica, sebbene non immune di
influenze magno-greche.
Del misterioso popolo messapico nel Salento restano
imponenti mura isodome, stazioni archeologhe, e di tanto
in tanto emergono durante gli scavi occasionali tombe,
iscrizioni, corredi funerari messapici di cui qualche
reperto si può ammirare nel locale museo
"S. Castromediano".
Tra il 269 e il 267 a.C. si compì la conquista romana
del Salento.
Di questa epoca restano a Lecce alcune epigrafi, qualche
rudere, un anfiteatro ed un teatro; quest'ultimi
entrambi del II sec. d.C.. E' di epoca romana la
colonna che regge la statua di S. Oronzo, patrono
della città nella omonima piazza.
I Romani costruirono il porto di S. Cataldo, che
dista 10 km dalla città. Qui approdò Augusto nel 43
a.C., proveniente da Apollonia in seguito alla
notizia della morte di Cesare.
Nel territorio lupiense e in tutto il
Salento, in epoca
tardo imperiale, si affermò il latifondo. Patrizi e
cavalieri romani si ritirarono nella quiete delle
loro campagne ove costruirono splendide ville,
intorno alle quali sorsero casali e villaggi, paesi che
ancora oggi tradiscono la loro lontana origine.
Già nel II sec. d.C. si registra la presenza del
Cristianesimo a Lecce, che fu una delle sedi
vescovili più antiche d'Italia. Si tramanda che
protomartire fu S. Oronzo, patrizio del luogo,
che insieme a Giusto e Fortunato venne decapitato dai
pagani che gli imponevano di abiurare la nuova fede.
Caduto l'Impero
d'Occidente, Lecce e buona parte della Puglia furono
bizantine.
Tra il 1055 e il 1069 i
Bizantini vennero a conflitto con i Normanni
e così Lecce divenne contea della famiglia Altavilla. La
città fu dotata di poderose mura e per il fasto
della sua corte era seconda solo a Palermo,
capitale del regno.
Nel 1210 tramontava la dinastia normanna, di cui restano
ora a Lecce il primitivo nucleo del castello, il
cosiddetto mastio di Accardo, la chiesa dei
SS. Niccolò e Cataldo, oggi inclusa dal cimitero, la
chiesa e monastero delle Benedettine intitolati a S.
Giovanni Evangelista e la chiesetta di S. Maria
D'Aurio.
Vi furono varie successioni e dinastie e il 6
dicembre 1463 il re di Napoli Ferrante D'aragona
giunse a Lecce e 5 anni dopo trasformò il feudale
Concistorium Principis in Sacro Regio Provincial
Consiglio. In seguito elargì molti benefici alla
città.
A Lecce in questo periodo si coniava la moneta. Nel 1480
avvenne il Sacco di Otranto, il Salento subì le
scorrerie turche, l'anno dopo la peste mieté 15.000
vittime.
Nel 1539 Carlo V dispose la costruzione di una
nuova cinta di mura per la città e di un poderoso
castello che ancora oggi si leva superbo.
Lecce divenuta capoluogo di Puglia si adorna di
chiese, conventi, palazzi, organi amministrativi e
giudiziari, diviene centro di richiamo per la nobiltà,
gli artisti e i letterati e dappertutto si nota il
trionfo del Barocco.
Un Barocco particolare ed irripetibile, influenzato
dalla cultura spagnola, ma reso unico dalle
caratteristiche della pietra locale, duttile,
disponibile ad ogni intaglio, ad ogni arabesco, dotata
di un colore paglierino che dà pure calore.
In questo periodo fiorirono a Lecce architetti
prestigiosi e valenti pittori.
La città di Lecce non è solo conosciuta per le sue
chiese e per i suoi palazzi barocchi, ma anche per un'arte
tipicissima che, sebbene realizzata con materia
povera, ha prodotto e produce opere di indiscusso valore
e prestigio: la cartapesta (ricordiamo la famosa
fiera di S. Lucia - Lecce 13-24 dicembre). |